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| PROPOSTE PER LA FORMAZIONE INIZIALE E PERMANENTE |
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Le modalità di realizzazione dell’ obbligo di Istruzione /Diritto Dovere formativo fino a 18 anni devono assicurare lo sviluppo di percorsi di qualifica coerenti e di pari dignità rispetto ai percorsi scolastici che consentano ai giovani di proseguire fino ai puù alti livelli di formazione e di istruzione.
Per dare effettività all’obbligo di Istruzione /Diritto Dovere formativo è necessario stabilire che fino a 18 anni l’apprendistato sia l’unico canale di inserimento nel lavoro.
I percorsi alternativi propri dell’obbligo per assicurare un principio di equivalenza formativa rispetto ai percorsi di istruzione secondaria vanno progettati in una logica di continuità, secondo filiere integrate verso l’alo fino alla formazione superiore tecnico-professionale. |
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| AMMORTIZZATORI SOCIALI E POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO |
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Il gruppo di lavoro intende offrire un contributo volto ad integrare altre riflessioni già maturate all’interno del PD. In particolare vengono assunti i contenuti del documento predisposto da Damiano e Treu, nell’intento di affiancare ulteriori suggerimenti e proposte.
Le difficoltà di una riforma organica dei trattamenti di sostegno al reddito.
L’obiettivo principale di una riforma organica degli ammortizzatori sociali è quello di ampliare la platea dei beneficiari di trattamenti di sostegno al reddito”.
Il gruppo è consapevole degli aspetti problematici, legati ad alcune caratteristiche del nostro Paese che impattano sulla sostenibilità, non solo economica, di un moderno sistema di welfare. |
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| PROPOSTE SULLA FORMAZIONE CONTINUA |
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Le indagini sulla formazione rivolte ai lavoratori occupati forniscono un quadro caratterizzato da criticità che permangono irrisolte nonostante alcuni passi avanti compiuti nell’ultimo decennio.
Il confronto con l’Europa mostra come la percentuale di imprese italiane che investono in formazione continua, pur essendo aumentata dal 1999 di circa 1/3, permane ben al di sotto della media europea: infatti, in Europa le imprese che hanno svolto attività di formazione continua (corsuale e/o non corsuale) nel 2005 è pari al 60%, la media italiana raggiunge appena il 32%. Questo indicatore ci colloca al terzultimo posto in Europa a molta distanza dal 47% della Spagna, dal 74% della Francia e dal 90% del Regno Unito. |
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| PROPOSTE PER RIFORMARE L’APPRENDISTATO |
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| L’apprendistato, nonostante due riforme nel giro di pochi anni, appare in un vicolo cieco, incapace sia di sviluppare un’adeguata azione a sostegno dell’occupazione giovanile, sia di assicurare una pur minima offerta di formazione professionale alla gran parte dei giovani (meno del 20% degli apprendisti può usufruire di un vero percorso formativo, per il restante 80% si tratta di mero affiancamento; in aggiunta, tale formazione rimane del tutto priva di finalizzazione in termini di esiti riconosciuti, in mancanza di un sistema nazionale di standard). |
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| La Formazione e il Lavoro al centro del Nuovo Welfare |
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| Il disegno programmatico di riportare al centro dell’agenda politica riformista il tema della conoscenza nei suoi rapporti con il lavoro trova il suo compimento all’interno di un orizzonte strategico rappresentato da più incisive politiche industriali e dei servizi e da un nuovo welfare to work il cui nucleo centrale è dato da formazione e inserimento lavorativo accompagnate da moderne forme di sostegno al reddito universali e semplificate assumendo quindi la formazione, l’orientamento, l’inserimento al lavoro come diritti di cittadinanza costituzionalmente garantiti. |
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