
| RISULTATI SENATO LOMBARDIA |
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23 aprile 2008
I temi del lavoro e del salario
I temi del lavoro e del salario sono già al centro del dibattito postelettorale. La nuova maggioranza ha indicato alcune sue priorità, fra queste la detassazione degli straordinari. E’ bene discutere di questa proposta senza pregiudizi, valutandola in rapporto a tutti i problemi del lavoro e dell’economia. tenendo conto delle diverse urgenze, dei soggetti beneficati dalle varie misure, e dei relativi costi. Non mancano nei programmi le misure a costo zero: (ma non politicamente costose): dalla semplificazione delle procedure e della burocrazia che pesano sulle imprese e sul lavoro, alle liberalizzazioni, che servono a rompere protezioni e rendite limitative della crescita e contrarie a una giusta distribuzione della ricchezza. Ma altre proposte sono costose: a cominciare dalla detassazione degli straordinari proposta dal PDL e di quella dei salari a premio preferita dal PD. Sono costosi anche altri interventi di politica del lavoro: dagli incentivi all’occupazione agli ammortizzatori sociali. Un confronto fra maggioranza e opposizione che voglia essere costruttivo dovrebbe impostarsi in base alla valutazione di costi e benefici delle varie proposte.
Nella sequenza delle priorità dovrebbero essere privilegiati anzitutto gli interventi che stimolano la crescita e la competitività. Questa è l’urgenza prima del paese ed è un punto comune ai programmi sia del PDL sia del PD. Entrambi i programmi prevedono misure di stimolo alla crescita: in particolare gli incentivi alle imprese che fanno ricerca e sviluppo, puntando sull’innovazione e sulla qualità, misure avviate dal governo Prodi ma da sviluppare,
La finalizzazione alla crescita deve guidare anche le politiche del lavoro. Il superamento delle polemiche ideologiche sulle flessibilità, proprie del recente passato, dovrebbe aiutare questa ricerca. Alcuni interventi hanno effetti di medio periodo, come gli investimenti nella formazione professionale, e continua. Questo non dovrebbe oscurarne la priorità, data la debolezza formativa della nostra popolazione attiva. Se la attuale maggioranza guarderà in modo lungimirante agli interessi del paese, l’opposizione non potrebbe che sostenerla.
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